SECONDO VOLUME - Mimmo Rotella Institute

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ATTIVITÀ > CATALOGO RAGIONATO
La dernière Marilyn, 1966
MIMMO ROTELLA
Catalogo ragionato. Volume Secondo 1962 - 1973
Editore: Skira
Lingua: bilingue (italiano-inglese)
Anno: 2020
ISBN: 978-88-572-4270-5
Dimensioni: 24 x 28 cm
    
Il secondo volume del Catalogo ragionato delle opere di Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918 - Milano, 2006), a cura di Germano Celant, è parte di un progetto più esteso di schedatura sistematica dell’intero corpus dell’artista. La pubblicazione è realizzata in collaborazione con il Mimmo Rotella Institute, costituito nel 2012 da Inna e Aghnessa Rotella e diretto da Antonella Soldaini, insieme con la Fondazione Mimmo Rotella, presieduta da Aghnessa Rotella.

In questo volume l’analisi e la verifica scientifica sono condotte sui lavori realizzati nel periodo tra il 1962 e il 1973, quando l’artista consolida il linguaggio del décollage nel suo aspetto più grafico e pop e transita alle ricerche legate alle tecniche di riproduzione fotomeccanica dell’immagine. Utilizza il riporto fotografico e l’artypo, fino alla definizione di una prassi più automatica e immediata negli effaçages e nei frottages. Attraverso un percorso cronologico il Catalogo mette in luce le varie tappe evolutive che hanno caratterizzato il fare dell’artista, permettendo una lettura ampia e documentata delle opere di questo periodo. Partendo dall’immagine pubblicitaria, sia essa di realizzazioni cinematografiche o di prodotti di largo consumo, Rotella prosegue con le sue sperimentazioni sui décollages, ora non più informali, ma influenzati dalle nuove icone della società di massa. I lavori realizzati agli inizi degli anni Sessanta sono esposti in occasione di importanti ricognizioni internazionali attente alle più innovative tendenze contemporanee, tra cui “New Realists” (New York, Sidney Janis Gallery, 1962) e la XXXII Biennale di Venezia del 1964. In entrambe, le opere di Rotella sono messe in relazione con quelle della Pop Art, soprattutto statunitense, che attinge da un immaginario affine a quello dell’artista italiano. Parallelamente accresce il suo interesse per i processi di stampa: nascono prima i riporti fotografici – ottenuti proiettando l’immagine selezionata su una tela emulsionata –, e poi gli artypos. Questi ultimi sono fogli utilizzati per la taratura delle macchine e scartati dalle tipografie, di cui Rotella si appropria per farne opere d’arte caratterizzate da sovrapposizioni iconografiche casuali. In linea con l’ondata libertaria e libertina del movimento sessantottesco, l’artista rivolge la sua attenzione alle riviste patinate da cui ricava i dettagli, spesso caricati di un forte erotismo, per i suoi effaçages e frottages, risultato dell’intervento di un solvente sui ritagli di quotidiani e di settimanali. “L’avvicinamento tra fotografia e arte è cruciale negli anni Sessanta, quando gli artisti rompono con lo specifico linguistico, riprendendo le indicazioni di allargamento che erano già presenti dal Futurismo al Dadaismo e al Surrealismo. Anche Rotella partecipa a una scoperta della fotografia come strumento visivo e, cosciente delle trappole espressioniste che negli anni Cinquanta avevano mescolato colore e immagine riprodotta, cerca un’operazione di totale ‘autoreferenzialità’ dell’immagine fotografata [...]. Parlando attraverso la sua pura specificità informativa, riduce al massimo la traslazione artistica” (Celant).

Germano Celant è conosciuto internazionalmente per la sua teorizzazione dell’Arte Povera. È inoltre autore di oltre cento pubblicazioni, tra libri e cataloghi, e curatore di centinaia di mostre nei maggiori musei e istituzioni internazionali. È stato Contributing Editor delle riviste “Artforum”, New York, e dal 1991 di “Interview Magazine”, New York; dal 1999 al 2018 è stato responsabile della rubrica d’arte del settimanale “L’Espresso”, Roma; dal 2000 collabora con il mensile di design “Interni”, Milano. Nel 1987 ha ricevuto il The Frank Jewett Mather Award per l’attività di critico d’arte; nel 2004 la Laurea honoris causa in Architettura dall’Università degli Studi di Genova, Facoltà di Architettura; infine, nel 2013 il The Agnes Gund Curatorial Award da parte dell’Independent Curators International, New York. Dal 1989 fino al 2008 è stato Senior Curator of Contemporary Art del Solomon R. Guggenheim Museum di New York; dal 1995 al 2014 è stato Direttore e, dal 2015, Soprintendente Artistico e Scientifico della Fondazione Prada; nel 1997 è stato Direttore della 47ma Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia; nel 2004 è stato Supervisore Artistico della programmazione dei cento eventi culturali di “Genova 2004, Capitale Europea della Cultura”; dal 2005 è Curatore della Fondazione Aldo Rossi, Milano, e dal 2008 è Curatore artistico e scientifico della Fondazione Annabianca e Emilio Vedova, Venezia. Dal 2009 al 2011 è stato Responsabile scientifico per Arte e Architettura alla Triennale di Milano. È stato Curatore della mostra “Arts & Foods. Rituali dal 1851”, Padiglione d’Arte di Expo 2015, nella Triennale di Milano. Nel 2016 è stato Project Director di “The Floating Piers”, opera di Christo e Jeanne-Claude al Lago d’Iseo. Nel 2018 ha curato le mostre “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943” alla Fondazione Prada, Milano, e “Mimmo Rotella Manifesto” alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma.
MIMMO ROTELLA
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